La Repubblica Italiana
riconosce il giorno 27 gennaio,
data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz,
“Giorno della Memoria”,
al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
” Il viaggio “
La portiera fu aperta con fragore, il buio echeggiò di ordini stranieri, e di quei barbarici latrati dei Tedeschi quando comandano, che sembrano dar vento a una rabbia vecchia di secoli.
Qualcuno tradusse: bisognava scendere coi bagagli, e depositare questi lungo il treno. In un momento la banchina fu brulicante di ombre.
Una decina di SS stavano in disparte, l´aria indifferente, piantati a gambe larghe.
un certo momento, penetrarono fra di noi e, con visi di pietra, presero a interrogarci rapidamente, uno per uno, in cattivo italiano.
Qualcuno osò chiedere dei bagagli: risposero «bagagli dopo»; qualche altro non voleva lasciare la moglie: dissero «dopo di nuovo insieme»; molte madri non volevano separarsi dai figli: dissero «bene bene, stare con figlio».
In meno di dieci minuti tutti noi uomini validi fummo radunati in un gruppo.
Quello che accadde degli altri, alle donne, dei bambini, dei vecchi, noi non potemmo stabilire allora né dopo: la notte li inghiottì, puramente e semplicemente. Scomparvero così, in un istante, a tradimento, le nostre donne, i nostri genitori, i nostri figli. Quasi nessuno ebbe modo di salutarli.
Li vedemmo per un po´ di tempo come una massa oscura all´altra estremità della banchina, poi non vedemmo più nulla.
Primo Levi - da Se questo è un uomo -